La Fortezza di San Leo

La più conosciuta e celebrata tra le fortezze del Montefeltro, svetta, in posizione imprendibile, alla sommità di una cuspide rocciosa che sovrasta l'abitato omonimo e domina la valle del Marecchia. Le forme dell'attuale struttura difensiva risalgono alla seconda metà del XV secolo, quando Federico di Montefeltro realizzò una serie di opere, , cui sovraintese Francesco di Giorgio Martini. La fama della rocca è anche dovuta alla reclusione di Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro, misterioso avventuriero, Taumaturgo, personaggio di spicco negli ambienti massonici dell'epoca. La sua fama di alchimista e guaritore raggiunse le corti più importanti d'Europa dove gli fu possibile stringere amicizie con personaggi di spicco. Sfidò apertamente la Chiesa fondando a Londra una loggia di Rito egiziano e assumendo il titolo di "Gran Cofto". Il Sant'Uffizio non tardò a colpirlo emettendo una condanna a morte per eresia e attività sediziose. La pena fu commutata da papa Pio VI nel carcere a vita, da scontare nelle galere della fortezza di San Leo dove egli morirà il 26 agosto 1795, portando con se tutti i segreti di un'esistenza inquieta e avventurosa.

 

 

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